Proroga applicazione art. 14 d.lgs. 33/2013

07 Gennaio 2021

In seguito alla sentenza della Corte Costituzionale n. 20/2019 (di cui abbiamo parlato in questo articolo) circa la questione di legittimità costituzionale dell’art. 14, commi 1-bis e 1-ter, del d.lgs. 33/2013, il d.l. 162/2019 aveva previsto la sospensione delle responsabilità e delle sanzioni per mancata pubblicazione dei dati richiesti ai soggetti di cui al comma 1-bis dell'articolo 14, nelle more dell'adozione dei provvedimenti di adeguamento alla sentenza della Corte Costituzionale.

La sospensione, inizialmente prevista fino al 31 dicembre 2020, è stata prorogata, dal d.l. 183/2020, fino all'adozione del regolamento di delegificazione per l’individuazione delle informazioni che le amministrazioni dovranno pubblicare con riguardo ai compensi e ai dati reddituali e patrimoniali dei titolari di incarichi dirigenziali, comunque denominati.

Il termine per l'adozione di tale regolamento è stato posticipato al 30 aprile 2021, per cui fino a tale data, la mancata pubblicazione dei dati non costituisce causa di responsabilità dirigenziale e non si applicano le relative sanzioni.

Unica eccezione: i dirigenti dei ministeri, di cui all’art. 19, commi 3 e 4 del d.lgs. 165/2001 (segretario generale, capo dipartimento, dirigente con incarichi di funzione dirigenziale di livello generale) per i quali continua a trovare applicazione la disciplina vigente relativa agli obblighi di pubblicazione.

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