3° Rapporto annuale sul Whistleblowing

Presentato a Roma il 3° Rapporto annuale sul Whistleblowing, il primo successivo all’entrata in vigore della legge 179/2017 che ha profondamente rafforzato l’istituto.

Redatto da ANAC con l’obiettivo di monitorare lo stato di attuazione della disciplina sul territorio nazionale, raccoglie i dati pervenuti all’Autorità tramite le segnalazioni ricevute e le interviste sottoposte a 37 amministrazioni significative.

Il primo dato che viene esposto alla conferenza di presentazione del rapporto, porta subito l’attenzione sull’enorme incremento di segnalazioni: 364 i fascicoli aperti nel 2017 (il doppio rispetto all’anno precedente), 334 già solo nei primi 5 mesi del 2018, trend confermato anche dall’osservazione dei dati riguardanti il numero di segnalazioni mensili, più che raddoppiato rispetto al 2017.

Le segnalazioni ricevute, poi, sono state analizzate sotto diversi aspetti.
Il primo aspetto considerato è stata la provenienza geografica dell’amministrazione da cui è pervenuta la segnalazione: oltre il 40% delle segnalazioni arriva dal Sud Italia, seguono il Nord Italia con il 32% circa e il Centro con quasi il 22%.

Il secondo aspetto esaminato riguarda la qualifica del segnalante: la maggior parte delle segnalazioni viene effettuata, come prevedibile, dai dipendenti pubblici sia nel 2017 sia nel 2018; ma il dato interessante riguarda soprattutto il numero dei segnalanti anonimi, in diminuzione rispetto al 2017, a dimostrazione della fiducia nella nuova normativa che garantisce una maggior tutela della riservatezza dell’identità di chi segnala, dando la possibilità di sottoscrivere la propria segnalazione ma comunque con la garanzia di non veder svelato il proprio nome se non in casi opportunamente valutati.
Altro dato importante interessa i lavoratori o collaboratori di imprese fornitrici di beni o servizi o di imprese che realizzano opere in favore dell’amministrazione pubblica, da cui nel 2017 non era giunta nessuna segnalazione perchè non ancora destinatari, ma che nel 2018, fino al 31 maggio, hanno già contribuito con 36 segnalazioni, a seguito dell’introduzione di un concetto ampliato di dipendente pubblico nella formulazione della legge 179/2017, che attribuisce il diritto di segnalare anche ai soggetti non strettamente “dipendenti” dell’amministrazione.

L’analisi prosegue osservando l’oggetto delle segnalazioni, ossia la tipologia di condotta illecita segnalata, che spazia dal demansionamento all’abuso di potere, da illeciti negli appalti e nei concorsi, al conflitto di interessi.
Anche qui un dato merita attenzione: inizia ad aumentare il numero delle segnalazioni che riguardano l’assenza, nell’amministrazione, proprio di strumenti e procedure adeguati alla ricezione e gestione delle segnalazioni ,così come previsto all’art. 1, comma 5, della legge 179/2017.

Il quarto aspetto analizzato riguarda l’ente di appartenenza del soggetto segnalante: per la maggior parte si tratta di regioni ed enti locali, seguono altre amministrazioni (Ministeri, Enti, Autorità Portuali, ecc..), istituzioni scolastiche, aziende sanitarie ed ospedaliere, società pubbliche e private.

Dal rapporto emergono, poi, una serie di criticità legate ancora a questo strumento. In primo luogo, la qualità delle segnalazioni, che spesso riguardano condotte non rientranti nella tutela del Whistleblowing, ma che prevedono già altri tipi di tutela (es.: violazione delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, violazione della disciplina sulla privacy, mancata pubblicazione dei dati su “Amministrazione trasparente”..).
Altra criticità riscontrata riguarda aspetti organizzativi delle amministrazioni, dove spesso mancano specifiche figure e specifici poteri che possano indagare sui fatti segnalati, con conseguente allungamento dei tempi istruttori; ancora, la difficoltà nel trattare le segnalazioni provenienti dai collaboratori delle imprese appaltatrici, o la difficoltà ad utilizzare questo strumento in contesti lavorativi ristretti.

Nonostante ciò, si rileva come, ad oggi, molte delle segnalazioni ricevute abbiano portato a degli esiti virtuosi laddove, ad esempio, sono state previste attività di formazione dei dipendenti, sono state revisionate procedure organizzative e gestionali, sono emerse delle falle che avrebbero potuto portare maggiori danni all’amministrazione permettendo, invece, di correre presto ai ripari, o, in alcuni casi, si è giunti all’arresto di dipendenti a seguito di indagini avviate proprio grazie a segnalazioni di whistleblowers.

Da tutto quanto emerso dal rapporto, appare chiaro come le aspettative della stessa Autorità, espresse in occasione del secondo monitoraggio, si stiano effettivamente concretizzando ancor di più a 6 mesi dall’entrata in vigore della nuova legge in materia, facendo ben sperare in vista già del prossimo rapporto, in cui si raccoglieranno effettivamente i frutti di un intero anno di applicazione della norma.

Potrete trovare tutti i documenti relativi al monitoraggio di cui sopra al seguente link:

http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/Comunicazione/News/_news?id=45134e850a7780420a0b864dcb5d15ac

 

Per chiarimenti e approfondimenti potete rivolgervi, come di consueto, al nostro helpdesk.

 

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